Incertezza nell’applicazione della UNI EN:13725:2022 gravemente sottostimata

Confermate l’accuratezza e la ripetibilità delle analisi olfattometriche con olfattometro a 4 posizioni

Sergio Cozzutto

Il 6 Aprile 2024 è stato pubblicato l’articolo “Antonsson, E., Cordes, J., Stoffels, B., Wildanger, D., Odor emission measurements: The role of n-butanol as a reference material and origins of large inter-laboratory variability, Atmospheric Environment (2024), doi: https://doi.org/10.1016/j.atmosenv.2024.120509” realizzato dai ricercatori dell’Istituto “Hessian Agency for Nature Conservation, Environment and Geology (HLNUG)”.

Grazie a questo studio è emersa nuovamente la questione, di cui si dibatte da tempo, su:

  • rapporti e adeguatezza della dimensione del panel
  • strategia di selezione del panel
  • n° di round necessari per definire la soglia del panel

Gli autori di questo articolo hanno infatti analizzato un ampio database di studi interlaboratorio provenienti da 78 laboratori e 6 anni di dati.

Il confronto della sensibilità di 368 valutatori/panellisti a diverse sostanze odorigene o miscele ha rivelato una scarsa correlazione, il che indica che l’assunzione nella norma EN 13725 di trasferibilità della sensibilità al n-butanolo ad altre sostanze odorigene o miscele non è valida.

Le diverse serie di diluizioni presentate ai panel nei laboratori oggetti dello studio sono state studiate con un approccio di “simulazioni Monte Carlo” per comprendere appunto l’influenza di dimensione del panel, strategia di selezione del panel e numero di round sulle soglie del panel.

Le evidenze indicano che la variazione dei risultati tra laboratori è fortemente influenzata dalla strategia di selezione del panel e non dalle dimensioni dello stesso (numero di pannellisti) o dal numero dei round.

Nella stessa pubblicazione viene indicato che, per quanto attiene ai i risultati, l’errore di misura nelle misurazioni degli odori utilizzando l’EN 13725 è attualmente gravemente sottovalutato.

Tali evidenze rafforzano la posizione di una parte della platea degli operatori esperti del settore, tra cui ARCO SolutionS, che hanno sempre dichiarato l’importanza della conoscenza e della consapevolezza nella restituzione del dato analitico con un intervallo di confidenza idoneo che fosse in linea con la peculiare tipologia di analisi.

Le evidenze emerse dallo studio portano quindi a due importantissime conseguenze:

  1. Le analisi olfattometriche ottenute con un olfattometro a 4 posizioni non risultano di per sé con un’accuratezza e ripetibilità inferiore, rispetto a quelle realizzate con un olfattometro di dimensioni maggiori, ad esempio, a 6 postazioni sul quale la gestione del numero di operatori risulta più complicata.
  2. Incertezze e/o limiti di rilevabilità e quantificazione ridotte possono essere il risultato di operazioni artificiali e non di una reale attività di laboratorio.

La strada alla risoluzione dei problemi passa quindi ancora una volta attraverso approcci metodologici seri e consapevoli.

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